Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post

mercoledì 3 luglio 2013

La scienza nel tuo destino

La scienza puo' raccontarci il nostro futuro
La scienza può raccontarci del nostro futuro e poiché è scienza le previsioni sono molto real istiche molto più vere di quelle che facciamo su noi stessi. Predice che vivremo di più che saremo più alti. Sa quanti figli avremo ma anche e come è meglio farli nascere...

Oggi in Italia l'aspettativa di vita supera gli 81 anni (84 per le donne), e aumenta di un paio di anni ogni 10. Nel 1950 c'erano 88 centenari, oggi quasi 13.000. Nei prossimi decenni il secolo di vita non sarà più una chimera. Benché destinati alla longevità, però, faremo meno figli. Ma chi un figlio lo vuole può chiedere alla scienza dove è meglio farlo nascere. Il settimanale inglese "The Economist", grazie ai suoi esperti, ha elaborato il "where to be born index". In base ad una serie di parametri (economici, geografici, demografici), l'indice evidenzia in quali nazioni ci siano le migliori prospettivi di salute e prosperità per il 2013 sono fortunati i nati in Svizzera, Australia e Norvegia. L'Italia si piazza al 21° posto. I figli saranno più alti dei padri: in media, nell'ultimo secolo li hanno superati di 4 cm. I nostri figli saranno più alti ma forse più obesi. Vivremo in un'Italia e in un'Europa sempre più anziana. Nel mondo l'età mediana oggi è di circa 28 anni, nel 2035 sarà tra 33 e 35 anni. Vivremo in un mondo più pulito; le fonti di energia diventeranno più verdi: gas naturale ed energie rinnovabili. Un bimbo che nasca oggi ha un'elevata aspettativa di vita. Il rischio nei confronti di alcune malattie potrà essere individuato preventivamente con l'analisi genetica. Mangeremo insetti, berremo meno alcolici, fumeremo di meno, ci separeremo sempre di più e la professione con migliore prospettive nei prossimi anni è l'infermiere. Richieste anche le figure che si occupano di agricoltura e di green-economy. 

Bruce Bueno De Mesquita ha elaborato un modello matematico in  grado di analizzare crisi politiche, minacce terroristiche, dal quale si possono dedurre previsioni affidabili fino al 90%. Il dato che non ci stupisce è il seguente: nel 2016 il traffico internet mondiale sarà il quadruplo di quello attuale. Ci saranno 18,9 miliardi di connessioni, in media, 2 a testa. Secondo molti esperti, già oggi, per fare previsioni su un tema è sufficiente analizzare i contenuti scambiati sui social network. Ognuno di noi senza saperlo da il suo contributo alla scienza.

venerdì 14 giugno 2013

Le donne obbligate ad amare. Aumentano i casi di "Femminicidio".

Quasi ogni giorno una donna viene uccisa per mano di un uomo. Da pochi anni in Italia si parla di femminicidio ed esiste una percezione sociale di questo problema. Esiste un'oggettiva difficoltà di rilevare il fenomeno e la sua diffusione anche perché a livello istituzionale non vengono raccolti i dati in modo sistematico. Dal 2005 i Centri Antiviolenza raccolgono i dati delle donne uccise dai casi riportati dalla stampa. Solo nel 2012, secondo l'indagine svolta dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna i femicidi in Italia sono stati 124, i tentati omicidi di donne 47. Il 70% circa delle donne è stata uccisa da uomini con cui le donne avevano o hanno avuto una relazione sentimentale (mariti, compagni, ex mariti, ex compagni etc.); la maggior parte degli omicidi vengono compiuti nella casa della coppia, delle vittime o dell'autore, circa 80% delle donne sono italiane, come anche gli autori sono italiani; la maggior parte di loro vive nelle Regioni del Nord. 

Solo negli ultimi anni è nata una certa attenzione soprattutto dei mass-media con trasmissioni televisive come Amore Criminale si è potuto notare l'impegno di giornalisti come Riccardo Iacona, è nato uno spettacolo teatrale sull'omicidio di donne Ferite a morte, di Serena Dandini. I centri antiviolenza ma anche molti Comuni e altri Enti pubblici per il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza alle donne e 8 marzo, Giornata internazionale della donna, organizzano flash mob, convegni, seminari, eventi pubblici di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne e il femminicidio. L'EU.R.ES, che da diversi anni svolge ricerche sugli omicidi volontari in Italia, solo nel 2012 ha pubblicato la prima ricerca specifica sul femminicidio dal titolo "Il femminicidio in Italia nell'ultimo decennio". 

Ma cosa spinge un uomo ad uccidere la propria donna?

Francesco Alberoni, nel suo articolo del lunedì, ci traccia un "identikit" della concezione sana dell'amore.
Numerosi uomini uccidono le donne quando vengono lasciati lo fanno perché hanno una concezione patologica dell'amore. 

Ma qual'è la concezione sana dell'amore?
Due amanti, proprio quando si amano profondamente, sentono continuamente il bisogno di chiedersi "mi ami?" e di dirsi l'un l'altro "ti amo".
Lo fanno perché sono gelosi? No. Lo fanno perché sono incerti del loro amore? No. Lo fanno perché sanno che l'amore è libertà e la libertà non può essere frenata, imprigionata, è un continuo scegliere. La libertà è il presupposto essenziale dell'amore.
Noi non possiamo amare uno che è costretto ad amarci per forza, per dovere o perchè ha preso un filtro o perché gli è stato posto un elettrodo nel cervello.
Noi vogliamo essere amati da una persona libera....

Nel grande amore che dura noi, pur sapendo di essere amati, continueremo sempre a scrutare il volto del nostro amato per vedere se è contento o non è contento di noi, se ci ama o ci ignora. Coloro invece che uccidono sono uomini che vogliono un amore-schiavitù dove la donna è sempre ubbidiente, servile. Non sono capaci di avere un dialogo amoroso con lei, non l'ascoltano, ignorano i suoi problemi, non si rendono conto di quanto è in crisi e, il giorno in  cui lei li lascia, non capiscono il perché. Lo giudicano una crudeltà mostruosa. E si vendicano uccidendola.

Ne viene fuori che alla base del femminicidio c'è per l'appunto una concezione sbagliata dell'amore, intesa come possesso e schiavitù.
Come deterrente a questo crescente fenomeno ci dovrebbe essere la certezza della pena per chi compie questo reato.

lunedì 25 febbraio 2013

Sanremo: look da promuovere e da bocciare

Luciana Littizzetto
Si chiude il sipario sul festival della canzone italiana con la vittoria di Mengoni con la sua "L'essenziale". I veri protagonisti di Sanremo sono e resteranno le canzoni ma anche i cantanti con le loro a volte eccentriche a volte sobrie  mise .

In quanto a look sul palco dell' Ariston non ci siamo fatti mancare nulla, dai fiocchi alle farfalline, dal total black al total white, dal lurex con  borchie all' organza, insomma tantissime stranezze modaiole.

Noi bocciamo, scherzosamente, Eleonora Abbagnato . Elegante lo era ma  forse si è distratta. Stava seduta con gambe larghe e piedi stretti sulle punte. Effetto telecamera decisamente out.



Per il gran finale Chiara Galiazzo  invece ha optato per un abito da sera di Alberta Ferretti. Una diva di altri tempi con un fiore sul collo e un altro in vita con finte trasparenze. Decisamente elegante ma un vestito troppo ingombrante per una ragazza come Lei. Bocciata.

Bocciamo anche Annalisa che  indossava un abito in organza azzurra con gonna a ruota firmato Blugirl. Un look romantico ma non le donava affatto l'arricciatura in vita.

Malika Ayane ha scelto per questo festival il colore nero in tutte le salse e per l'ultima sera ha optato per un long dress accollato che lasciava scoperti solo schiena e tatuaggio. Non ci piace. Non le donava affatto. Bocciata.


Nè abbiamo anche per i maschietti che hanno calcato il palco dell' Ariston. Uno fra tanti?

Max Gazzè. Al  gran finale si è presentato con un look  Etro, calcando però un po' troppo la mano. Gazzè non siamo mica al circo ! Decisamente e senza remore, bocciato.

Simone Cristicchi  indossava invece una camicia rossa, cravatta e giacca blu. Non era proprio da buttar via il suo look ma poteva fare di meglio. Bocciato.

Elio e le Storie Tese. Semplicemente adorabili con un look da lodare solo per la loro simpatia. Bocciati.

Molto carina, Luciana Littizzetto che sfoggia una mise con farfallina sanremese. Decisamente da promuovere anche perchè in ogni serata ha mostrato un generoso decollete. Poteva scegliere un look meno effetto crisi. Promossa ma presenta ancora alcune lacune.

Bianca Balti ha indossato tantissimi vestiti ma noi la preferiamo con l'abito di  Dolce & Gabbana. Un fourreau in pizzo bianco indossato senza scarpe. Promossa.

Simona Molinari ? Promossa senza riserva alcuna. Unico neo l'abito in monospalla in lurex, con  borchie e con una svolazzante coda bianca. Decisamente fuori luogo per il palco dell' Ariston.

Bellissima, Maria Nazionale. Ha conquistato  tutti per la voce potente che piace tra l'altro anche a Bocelli ma anche per il look  alla Sophia Loren. Promossa.

Promuoviamo a pieni voti il look dello chef Carlo Cracco. Semplice e chic. Sa come far capitolare le donne anche lontano dai fornelli.

Beppe Fiorello decisamente in. Indossava la giacca di Modugno. Non poteva che essere così. Promosso.

Daniele Silvestri. Elegante e con uno stile non convenzionale. Tra i maschietti risulta essere il più affascinante, decisamente sexy, aggiungerei io. La dimostrazione che la sua  mise è riuscita è stato il riscaldamento delle fan su   twitter  con l'hashtag #silvestrinudo.

Il matador del festival, Fabio Fazio, indossava il classico vestito nazional popolare, non possiamo che promuoverlo. Promosso.

La vera vincitrice del sessantatreesimo Festival della Canzone italiana di Sanremo è stata Luciana Littizzetto che ha cantato, recitato, ballato senza mai prendersi troppo sul serio anche se io ho un' idea della kermesse molto differente dalle ultime "edizioni", deve  poter rappresentare lo stile italiano in tutto il mondo. A mio avviso non mi sembra che ci siano riusciti.



















mercoledì 19 dicembre 2012

Benigni in tv esalta la Costituzione italiana


Roberto Benigni ha aperto "La più bella del mondo", serata della Rai dedicata alla Costituzione. Un monologo che ha riscosso grande successo di pubblico ma anche nei social network. La trasmissione ha ottenuto 12.619.000 spettatori, pari al 43,93% di share.

La prima parte del monologo è tutta incentrata su Silvio Berlusconi  «Volevo parlare di cose belle, ma questo dicembre ci sono state due notizie bruttissime, catastrofiche. Il 21 dicembre c'è la fine del mondo, ma non è la più brutta. L'altra ci ha spappolati tutti: con questa crisi, con tanti italiani che desiderano andare in pensione e non ci possono andare, c'è uno che ci potrebbe andare quando vuole e non c'è verso di mandarcelo». 

Successivamente parla dei principi fondamentali della Costituzione italiana e si emoziona quando parla dei padri costituenti  "la Costituzione ancora respira, e' come la cupola del Brunelleschi: sono cosi' belle e tuttora vivono".

Fa un riferimento anche alla bellezza dell' Unione Europea e come ognuno di Noi può affermare io c'ero. Mette in rilievo come questa unione sia avvenuta senza bisogno di guerre ma  in pace.  "In questo particolare momento storico - continua - ci stiamo tutti un po' perdendo, bisogna riscoprire chi ci ha indicato e illuminato la strada con delle regole semplici". Benigni ha avuto il grande pregio di rendere vivo quel libro della nostra storia che Noi avevamo dimenticato.


Prodotto dalla Melampo Cinematografica, lo spettacolo e' organizzato da Lucio Presta con la produzione esecutiva di Arcobaleno Tre: "Sono fiero e onorato di occuparmi della produzione esecutiva e dell'organizzazione artistica de La piu' bella del mondo di Roberto Benigni, che - afferma Presta - con TuttoDante e l'esegesi dell'Inno di Mameli entrera' di diritto nelle pagine della storia della televisione per l'alto valore istruttivo. Lavorare al fianco di Roberto e' un'esperienza indimenticabile e un privilegio". L'evento avra' la partecipazione di Stefano Vicario, che curera' la regia delle riprese in Full HD, e di Massimo Pascucci, direttore della fotografia. La scenografia, allestita con circa 100 metri cubi di legno, e' di Gaetano e Chiara Castelli, la realizzazione scenografica e' di Cinecitta' Studios, le riprese televisive della Rai Radiotelevisione Italiana, con supporto audio e luci della DB Technology. (AGI) .